martedì 17 febbraio 2009

Spesso ci si dimentica

Nei giorni scorsi mi sono trovato a riflettere su una questione constatando quanto in realtà la gente poco sappia di cosa la magistratura pensi del nostro Presidente del Consiglio.
A qualcuno andrà pure bene così.
Vediamo però di fare un po’ di chiarezza, dal momento che è giusto la gente sia consapevole in tal senso.
Citerò solo gli eventi più rilevanti.

Falsa Testimonianza sulla P2
Reato contestato: Falsa testimonianza
La Corte d'appello di Venezia, nel 1990, dichiara Berlusconi colpevole di aver giurato il falso davanti al Tribunale di Verona a proposito della sua iscrizione alla P2. (Sentenza)
Interrogato sotto giuramento Berlusconi aveva detto: "Non ricordo la data esatta della mia iscrizione alla P2, ricordo comunque che è di poco anteriore allo scandalo […] Non ho mai pagato una quota di iscrizione, né mai mi è stata richiesta".
Berlusconi tuttavia si era iscritto alla P2 nel 1978 e aveva pagato la sua quota.
I giudici della Corte d'appello di Venezia scrivono: "Ritiene il Collegio che le dichiarazioni dell'imputato non rispondano a verità” a seguito dalle risultanze della commissione Anselmi dalle stesse dichiarazioni rese del prevenuto avanti al giudice istruttore di Milano.
(Relazione Anselmi)
Il reato tuttavia va dichiarato estinto per intervenuta amnistia avvenuta nel 1989.

All Iberian 1
Reato contestato: finanziamento illecito ai partiti.
I° grado: condanna a 2 anni e 4 mesi per i 21 miliardi versati, tramite il conto All Iberian, a Bettino Craxi.
Appello: il reato cade in prescrizione, tuttavia “per nessuno degli imputati emerge dagli atti l'evidenza dell'innocenza".
Nella sentenza definitiva si legge: "Le operazioni societarie e finanziarie prodromiche ai finanziamenti estero su estero dal conto intestato alla All Iberian al conto di transito Northern Holding [Craxi] furono realizzate in Italia dai vertici del gruppo Fininvest spa, con il rilevante concorso di Berlusconi quale proprietario e presidente. [...] Non emerge negli atti processuali l'estraneità dell'imputato".

All Iberian 2
Reato contestato: Falso in bilancio.
Berlusconi è stato indagato per la rete di 64 società e conti off shore del gruppo Fininvest che, secondo l'accusa, ha finanziato operazioni "riservate" ovvero:
-ha scalato societý quotate in Borsa come Standa e Rinascente, senza informare la Consob.
-ha aggirato le leggi antimonopolio tv in Italia e in Spagna, acquisendo il controllo di Telepiù e Telecinco.
-ha pagato tangenti a partiti politici, come la stecca record di 21 miliardi di lire data a Craxi attraverso la societý All Iberian.
La rete occulta della Finivest-ombra ha spostato, tra il 1989 e il 1996, fondi neri per almeno 2 mila miliardi di lire.
Tuttavia l’indagato nel 2002 ha cambiato la legge sul falso in bilancio, trasformando i suoi reati in semplici illeciti sanabili con una contravvenzione e soprattutto riducendo i tempi di prescrizione del reato (erano 7 anni, aumentabili fino a 15; sono diventati 4).
Il giudice per le indagini preliminari nel febbraio 2003 chiude l'inchiesta: negando l'assoluzione, poichè Berlusconi e i suoi coimputati (il fratello Paolo, il cugino Giancarlo Foscale, Adriano Galliani, Fedele Confalonieri) non possono dirsi innocenti; tuttavia proscioglie tutti i 25 imputati, poichè il tempo per il processo, secondo la nuova legge, è scaduto.
La procura ricorre in Cassazione, che all'inizio di luglio 2003 applica per la prima volta il "lodo Maccanico", decidendo la sospensione del processo per Berlusconi.

Caso Lentini
Reato contestato: falso in bilancio.
Berlusconi è stato rinviato a giudizio per aver deciso il versamento in nero di una decina di miliardi dalle casse del Milan a quelle del Torino calcio, per l’acquisto del calciatore Gianfranco Lentini.
Il dibattimento di primo grado si conclude con la prescrizione del reato, grazie alla nuova legge di Berlusconi sul falso in bilancio.

Medusa Cinema
Reato contestato: falso in bilancio
Berlusconi è accusato di comportamenti illeciti nelle operazioni d'acquisto della società Medusa cinematografica, per non aver messo a bilancio 10 miliardi.
I grado: condanna a 1 anno e 4 mesi (10 miliardi di fondi neri che, grazie alla compravendita, vengono accantonati su una serie di libretti al portatore di Silvio Berlusconi).
Appello: assoluzione con formula dubitativa (comma 2 art. 530).
E’ qui mi perdonerete la poca imparzialità ma siamo davanti ad una chicca incredibile.
Berlusconi, secondo il collegio, è così ricco che potrebbe anche non essersi reso conto di come, nel corso della compravendita, il suo collaboratore Carlo Bernasconi (condannato) gli abbia versato 10 miliardi di lire in nero.

Lodo Mondadori:
Reato contestato: corruzione giudiziaria
Berlusconi è accusato di aver pagato i giudici di Roma per ottenere una decisione a suo favore nel Lodo Mondadori, che doveva decidere la proprietà della casa editrice.
Il giudice dell'udienza preliminare Rosario Lupo ha deciso l'archiviazione del caso, con formula dubitativa.
La Procura ha fatto ricorso alla Corte d’appello, che nel giugno 2001 ha deciso: per Berlusconi è ipotizzabile il reato di corruzione semplice, e non quello di concorso in corruzione in atti giudiziari; concesse le attenuanti generiche, il reato dunque è prescritto, poiché risale al 1991 e la prescrizione, con le attenuanti generiche, scatta dopo 5 anni.

Toghe sporche-Sme:
Reato contestato: corruzione giudiziaria.
E’ accusato di aver corrotto i giudici durante le operazioni per l'acquisto della Sme.
Viene rinviato a giudizio insieme a Cesare Previti e Renato Squillante.
Il processo di primo grado si conclude (con condanne per Previti e Squillante) a Milano, dopo che la Cassazione ha respinto la richiesta di spostare il processo a Brescia o a Perugia, per legittimo sospetto, reintrodotto appositamente per legge nell'ottobre 2002.
Viene tentata allora un’altra via.
Un'altra legge, il "lodo Maccanico", votata con urgenza nel giugno 2003, impone la sospensione di tutti i processi a cinque alte cariche dello Stato, tra cui il presidente del Consiglio, tuttavia viene bocciata dalla Corte costituzionale perché incostituzionale.
Stralciata la posizione di Berlusconi dal processo principale, il Tribunale di Milano ha ritenuto provati i fatti di corruzione, ha prosciolto per prescrizione sui soldi pagati a Squillante (la sentenza afferma che il fatto è avvenuto) e assolto per il resto.

Bombe del 1992 e del 1993
Reato contestato: concorso in strage.
Le inchieste delle Procure di Firenze e Caltanissetta sui presunti "mandanti a volto coperto" delle stragi del 1992 (Falcone e Borsellino) e del 1993 (Milano, Firenze e Roma) sono state archiviate per scadenza dei termini d'indagine.
E qui emerge una realtà che nonostante non abbia valenza giudiziaria dovrebbe averne in ambito morale e politico.
A Firenze, il 14 novembre 1998, il gip Giuseppe Soresina rileva come Berlusconi e Dell'Utri abbiano "intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali cui è riferibile il programma stragista realizzato"(clan Corleonesi).
Il gip di Caltanissetta Giovanni Battista Tona scrive: "Gli atti del fascicolo hanno ampiamente dimostrato la sussistenza di varie possibilità di contatto tra uomini appartenenti a Cosa Nostra ed esponenti e gruppi societari controllati in vario modo dagli odierni indagati [Berlusconi e Dell'Utri]”. (Decreto di archiviazione Tribunale di Caltanissetta)
C'è, infine, la sentenza della Corte di Assise di Appello di Caltanissetta, che il 23 giugno 2001 ha condannato 37 boss mafiosi per la strage di Capaci: nel 14 capitolo intitolato esplicitamente "I contatti tra Salvatore Riina e gli on. Dell'Utri e Berlusconi", si legge che è provato che la mafia intrecciò con i due "un rapporto fruttuoso quanto meno sotto il profilo economico".

1 commento:

ellythebest_13 ha detto...

E la cosa più terribile non è che fa queste cose... Ma il fatto che la stragrande maggioranza degli italiani ignorino tutto!! Ci vorrebbe sì tanta informazione.. Ma di quella vera, non filtrata dai media.