lunedì 11 maggio 2009

Lo stato italo-turco



"Francia e Germania sono su una posizione diversa perchè temono un grande afflusso di cittadini turchi nei loro paesi"così sentenziava il signor B, il quale ovviamente a casa propria si preoccupa di mostrarsi per contro molto sensibile al fastidio che comportano i migranti tanto da ribattere in data 10 maggio: "L'idea della sinistra era ed è quella di un'Italia multietnica. La nostra idea non è così".
Viene naturale chiedersi quale sia la ragione per la quale il premier sia disposto a rinunciare alla sua santa crociata, per la quale in Italia s'incaponisce contro un fenomeno che non può arrestare (ma che vende come diverso al proprio elettorato).
Piaggeria verso gli Stati Uniti? No, almeno non questa volta.
L'Italia si fa immagine di quell'ideale di capitalismo che si frega di qualsiasi considerazione etica (impersonato poi paradossalmente da un vecchio signore che parla di etica degli affari), di quella politica dell'interesse ad ogni costo.
Fare affari solo questo deve importare e l'entrata da parte della Turchia nell'Ue ne porterebbe molti.
Cosa importa se poi in quella zona del mondo i diritti umani vengono calpestati?
Cosa importa se le donne vivino in sudditanza di un uomo che a buon diritto può ucciderle?
La candidatura della Turchia ad entrare nell'Ue deve essere sfruttata come deterrente utile per estirpare l'ingiustizia nel paese e non per glissare sulle sue magagne in nome dell'intertesse economico.
Francia e Germania chechè ne dica il premier lo hanno capito, l'Italia pare proprio di no.

1 commento:

ellythebest_13 ha detto...

E' spaventoso che in alcune parti del mondo le donne siano trattate alla stregua di animali, senza alcuna traccia di diritti. Spero davvero che l'Europa non passi sopra a una simile vergogna.