giovedì 17 settembre 2009

Miss Italia: Il passo dell’oca di Salsomaggiore

Siamo alle soglie del 2010 è ancora, ahi noi, assistiamo a programmi televisivi in cui la donna viene mortificata, ridotta a pura immagine esteriore.
Da pochi giorni è stata insignita del titolo di più bella di Italia Maria Perrusi.
Un concorso, quello di Miss Italia, in cui con ruffianeria s’inducono le donne davanti allo schermo a ritenere preponderante il proprio aspetto.
“La bellezza è un talento”, questo è stato il motto di questa edizione.
In tutta sincerità mi chiedo come l’aspetto esteriore di una persona possa considerarsi tale.
Il dizionario della lingua italiana a proposito della parola talento riporta: “Dote specifica, in quanto propensione verso qualcosa, capacità in un’attività o in un settore”.
Un uomo o una donna talentuosi possono essere bravi a dipingere, a scrivere o scolpire, essere dei buoni barzellettieri se si vuole o possono guidare abilmente una vettura da corsa, ma la bellezza estetica sicuramente non è un talento.
Inoltre è abbastanza indecoroso constatare come lo stesso significato di bellezza sia stato, in riferimento alla donna, limitato all’esteriorità ed è altrettanto imbarazzante notare come lo stesso genere si sia adagiato su tale costrizione.
Discriminare le donne a seconda del proprio aspetto fisico non è soltanto superficiale ma anche irriguardoso e denota scarso intelletto e questo vale per gli uomini come per le donne.
La bellezza di una persona è qualcosa che trascende l’aspetto fisico e che comprende tutte quelle esperienze e capacità che questa porta con sé nella vita.
E’ arrivato il momento che le donne stesse smettano di sottostare al giogo nel quale si sono ficcate e che comprendano che la parità di condizione fra i sessi passa inevitabilmente per la rinuncia a quelle facilitazioni create al fine di tenere sottomesso il gregge.
Il nostro paese, come molti altri, denota su questo aspetto scarsa maturità.
Curarsi del proprio corpo non è un male, anzi è una virtù apprezzabile, tuttavia fondare la propria esistenza su quella nozione distorta di bellezza di cui abbiamo parlato, caduca ed effimera per natura, è sintomo dell’incapacità di pensiero a lungo termine o più semplicemente d’indulgenza verso sé stessi.
Vedere per l’ennesima volta donne spogliate fino al midollo sfilare per mostrare le proprie grazie e per quelle essere giudicate mi ha veramente amareggiato.
In particolare gli organizzatori di Miss Italia e i personaggi coinvolti, più volte si sono esposti per difendere il concorso da accuse simili a quelle mosse da me, dicendo di voler guardare maggiormente l’interiorità delle ragazze, mi domando se non si riferissero alle tonsille, dal momento che definire alcuni abiti succinti sarebbe un eufemismo e che alla fine non trionfi comunque sul giudizio la gradevolezza estetica mi sembra una grossolana balla.
Tuttavia questo non dovrebbe essere affar mio, è la donna che dovrebbe prendere coscienza del proprio valore e rifiutare che simili contenuti vengano trasmessi.

In accordo con quanto detto voglio proporvi la visione di un documentario che io ho apprezzato particolarmente riguardante il tema dell’uso strumentale del corpo femminile nella Tv italiana.



Buona visione

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