giovedì 18 agosto 2011

Ma cos'è questo calcio?


Volgo lo sguardo verso il salotto che s'illumina a
intermittenza, sullo schermo del televisore s'alternano le immagini del Trofeo Tim e mi chiedo: ma cos'è questo calcio? Un corpo privo di spirito, in gran parte svuotatodei valori sportivi e specchio di una società fragile, egoista e individualista come quella italiana. A questa conclusione sono giunto mentre si svolgono, in quel cantuccio luminoso della stanza accanto, i calci di rigore fra Inter e Juventus.

Non prendetemi però per una di quelle persone che odia il mondo del pallone a prescindere (e ne conosco qualcuna), pur accorgendomi un po' dell'irrazionalità di avere una squadra del cuore io stesso ne ho avuto e ne ho tuttora ora una. Ma non per questo verserò un singolo obolo che possa rafforzare uno status quo, che se ci si pensa un attimo, è abbastanza ridicolo e che poco ha a che fare con lo sport. Tanto per chiarezza lo sport non è un hobby per tenersi in forma, non si limita alla mera performance, ma è uno modo di vivere. Peccato che il dizionario stesso, a dispetto di ciò che i vari responsabili di questo mondo affermino (con molta poca convinzione e forse più per dovere), recita una lapidaria definizione:

"L'insieme delle attività, individuali o collettive, che impegnano e sviluppano determinate capacità psicomotorie, svolte anche a fini ricreativi o salutari"
Che le cose stiano diversamente ne sono bene consapevoli coloro che per vocazione hanno scelto di praticare sport che poco siano stati contaminati dal buisness e che abbiano mantenuto le loro radici se vogliamo "spirituali". Alpinismo, atletica leggera, arti marziali, sport acquatici...tanto per citare i primi che mi si presentano all'attenzione.
Lo spo
rt insegna qualcosa da portare all'interno della propria quotidianità, un qualcosa che in un modo o nell'altro trasforma e conferisce nuova forma alla mente e allo spirito di chi lo pratica. E cosa c'è da pensare sul contributo del calcio di quest'oggi alla formazione di un individuo e più in generale di un cittadino italiano quanto in un momento di sprofondamento generale della nazione, i calciatori, per mezzo della loro associazione (Aic) proprio loro che guadagnano ciascuno quanto 75 o più operai che si spezzano la schiena, stanno a sindacare a chi tocchi pagare quelli che per loro sono granelli e vizi? (calcolo fatto per una media di 1.5 milioni di ingaggio all'anno)

"Sui contratti fatti sulla base dell'accordo vecchio che è scaduto è indicata una cifra lorda e una cifra netta e società e calciatori possono aver stabilito a quale cifra fare riferimento. Se l'accordo fa riferimento al lordo, la tassa è carico del calciatore, se fa riferimento al netto è a carico della società" (Leo Grosso vicepresidente dell'Aic, l'Associazione italiana calciatori, ai microfoni di Sky Sport 24)
Cosa si prova per non pagare, per non fare la propria parte, e ancora ci soprendiamo ingenuamente di come i calciatori, come altri sportivi, non abbiano più il plurievocato "attaccamento alla maglia".
Non vengono trasmessi valori, c'è materia e non sostanza e quanto ci troviamo sotto gli occhi è solo il frutto dell'educazione che a questi individui è stata impartita dal nostro paese e dalla nostra cultura occidentale improntata al profitto e alla sopraffazione sociale.
Per quanto mi riguarda possono emigrare allegramente all'estero, un vero campione non è quello che ha delle prestazioni eccezionali, ma quello che ha veramente fatto proprio il significato dello sport e nel calcio d'oggi, salvo rare mosche bianche, c'è pochissimo da vedere (quindi perché pagare?).

L'unico che ha saputo, come spesso gli accade, distinguersi è stato Cesare Prandelli (c.t della nazionale): "Non c’è niente da dire: il dato di fatto è che siamo dentro una crisi paurosa, il Paese affronta un’emergenza eccezionale e chiede uno sforzo a tutti per uscirne e non crollare. La solidarietà non si può pretendere da chi arriva con fatica a fine mese, i soldi si chiedono a chi può permettersi di darli. Mi sembra normale".
A lui va il mio personalissimo plauso.

1 commento:

Ele ha detto...

Concordo pienamente con quello che ha detto Prandelli, e includerei nella categoria anche i vari attori/attrici e personalità sportive anche di altre discipline.